Intervista con l'Autore

-Massimo Di Taranto, siamo ancora cercando di capire quali siano state le sorti del commissario più scaltro della penisola nell’episodio relativo all’ospedale Santo Spirito che ci si trova alle prese con l’ennesima avventura del dirigente della omicidi.

-Questo romanzo chiude la tetralogia.Erano rimaste in sospeso talune situazioni presentatesi sin dal primo episodio che troveranno finalmente un termine e una spiegazione.

-Si chiude finalmente un cerchio apertosi con ” le indagini”.

-Sì, molte delle domande che il lettore ha imparato a porsi sin dal momento in cui ha iniziato a conoscere il personaggio piuttosto chiaroscurale del commissario, avranno al fine risposta. Probabilmente non quelle che ci si auspicherebbe.

-Dovremmo dire quindi addio al dottor Aurelio Colasanti.Ci eravamo affezionati al personaggio, malgrado tutto.

-Non è detto; guardi, in una narrazione letteraria può succedere tutto e il contrario di tutto, non è mai possibile affermare con certezza l’effettivo raggiungimento di un punto fermo.Nemmeno quando è lo stesso Autore ad essere convinto del contrario.

-Sia più specifico perché temo che mi stia perdendo.

-Quello che posso dirle per non anticipare davvero qualcosa che riguarda lo sviluppo narrativo dell’opera è che, come dice il motto scelto per questo episodio e riportato nelle prime pagine oltreché nel sito : “veritas alia a qua videtur!” con “lo spinoso caso dell’ospedale Santo Spirito” si lasciava in sospeso un motivo della trama, che il quarto episodio mira a chiudere e soprattutto a esplicitare.

-Parliamone più approfonditamente.

-In quest’opera ci si focalizza sulle vicissitudini di due giovani universitari, sin troppo esuberanti e così fuori dalle righe da attirare l’attenzione di Colasanti.Ma non mancheranno essenziali riferimenti al romanzo precedente che verranno definitivamente chiariti.

-Suggerisce quindi di non leggere prima il quarto episodio, per non vedersi svelata la trama del terzo?

-Assolutamente sì. Ho voluto “giocare” con il lettore conducendolo su un percorso obbligato che lo porta a leggere l’ultimo episodio per avere una esatta contezza del precedente.Non mancano inoltre riferimenti storici ai rapporti mafia-Stato dell’immediato dopoguerra.

-Tematiche piuttosto scottanti…

-Certo, che rientrano in un’opera di mera fantasia: alcuni personaggi citati sono realmente esistiti, taluni episodi narrati, in ispecie quelli marginali o che offrono lo spunto per sviluppare la trama principale sono effettivamente accaduti, così come ho potuto verificare consultando i quotidiani dell’epoca, ma ovviamente non c’erano le volanti di  Colasanti che svolgevano le relative indagini.

-Dopo l’ultima fatica cosa farà il commissario Colasanti, si riposerà delle sue fatiche o lo troveremo di nuovo sulla cresta dell’onda?

-Come mi piace fare, ho inserito nel quarto episodio alcuni “richiami” ad altre opere, come feci per Ucrònia, per intenderci;

-Ci sta parlando di un’altra opera distopica? La continuazione del filone narrativo intrapreso con il Commissario Capo Marsili?

-No, in realtà lo sfondo narrativo è storico, si torna indietro ancora di qualche anno per conoscere un personaggio del tutto nuovo che fa una sua prima comparsa proprio nel quarto episodio.Ma non ho abbandonato il filone fantascientifico in senso lato, sto lavorando su qualcosa di particolare in questo senso, ma non posso dirle di più, ovviamente.

-Molto bene, allora! Non vediamo l’ora di conoscere le ultime novità della suo viaggio nel mondo della letteratura.

Veritas alia a qua videtur